Cos’è il massaggio rilassante e quali sono i benefici della riduzione dello stress?

Il Massaggio Rilassante si rivolge a tutti coloro che vogliono migliorare il benessere psico- fisico proprio e degli altri. Al termine di una seduta di questo massaggio è garantito, sia nella posizione di massaggiati che di massaggiatori, un armonico riequilibrio fisico e mentale.

La particolarità della tecnica nasce dalla visione olistica (greco “olos”: tutto), globale dell’essere umano, ogni parte viene sempre correlata al tutto. E’ un massaggio completo, personalizzato, efficace nel ridurre le tensioni, disintossicante, riequilibrante.

Al termine di una seduta di questo massaggio è garantito, sia nella posizione di massaggiati che di massaggiatori, un armonico riequilibrio fisico e mentale.

La particolarità della tecnica nasce dalla visione olistica (greco “olos”: tutto), globale dell’essere umano, ogni parte viene sempre correlata al tutto. E’ un massaggio completo, personalizzato, efficace nel ridurre le tensioni, disintossicante, riequilibrante.

Durante la seduta, la persona massaggiata giace in totale abbandono, cullata dalle oscillazioni e avvolta dai sapienti movimenti del massaggiatore.
Le sollecitazioni che riceve non agiscono solo a livello epidermico ma coinvolgono anche strati profondi dei tessuti, smuovono i ristagni, favoriscono lo scorrimento del sangue e della linfa, mentre le trazioni creano un allungamento dei muscoli e delle giunture misurabili in centimetri. La mente entra in stati di rilassamento profondo e l’organismo viene stimolato alla produzione di antidolorifici, ansiolitici, sonniferi e antidepressivi naturali risvegliando il “medico interno” latente in ognuno di noi.

Tali e tanti sono i benefici del massaggio rilassante.

Quando il corpo entra nello stato di rilassamento profondo, aumenta la produzione dell’ormone della crescita e della longevità, responsabile della rigenerazione cellulare e tissutale.
Ne risulta un effetto ringiovanente ed il potenziamento del sistema immunitario, ma anche più felicità e buonumore!
Sono questi i piacevoli “effetti collaterali” di serotonina ed endorfine, anch’esse stimolate dall’azione del massaggio.

La respirazione profonda fornisce il ritmo al trattamento aiutando massaggiato e massaggiatore a liberare il diaframma. nell’utero il primo massaggio …………………

A livello psicologico questo massaggio con le sue manualità calde ed avvolgenti risponde al bisogno di contatto, affetto, amore ed al bisogno di essere curati, accuditi, protetti nella fase della vita intrauterina, l’embrione sperimenta un continuo e dolce idromassaggio, che non si arresterà neanche di notte, quando la mamma, dormendo, con la sua respirazione lenta e ritmica lo cullerà dolcemente.

Verso l’ottavo mese la stimolazione tattile non viene più prodotta dall’acqua, ma dalle morbide pareti muscolari dell’utero. E l’ idromassaggio si trasforma in un vero e proprio massaggio ritmico, profondo e avvolgente.

Anche se non ricordiamo l’ultimo mese di gravidanza, la nostra pelle se lo ricorda, eccome.
Il futuro dell’adulto, i suoi comportamenti, le sue scelte, il suo star bene o star male sono legati a queste forti esperienze prenatali.

Oltre al senso del tatto viene stimolato anche l’udito con parole rassicuranti e musiche rilassanti e l’olfatto con l’uso di olii essenziali profumati.
La stimolazione di tutti e tre questi sensi mette la persona in diretto contatto con i sentimenti e le emozioni più profonde ed inconsce. L’esperienza positiva del massaggio accresce anche l’autostima, l’amor proprio, la consapevolezza dei propri bisogni vitali e crea una migliore attitudine all’ascolto interno: doti indispensabili per mantenere un buon equilibrio mentale e psicologico.

E’ stato definito il massaggio del “2000” in quanto risponde perfettamente alla crescente necessità di eliminare o ridurre considerevolmente lo “stress della vita moderna”.

Stress e Massaggio

“La vita di un individuo è la vita del suo corpo” Alexander Lowen (1998).

E’ evidente che un problema base della società moderna è lo stress cronico. Esso infatti sta minacciando, in un crescendo inarrestabile, la salute e la qualità della vita dell’uomo in tutto il mondo industrializzato. In Italia colpisce almeno due persone su tre.

La medicina ha dimostrato che lo stress, tramite la risposta ad esso, innalza la pressione arteriosa fino a danneggiare il cuore e le arterie, logora il cervello, abbassa le difese immunitarie, indebolisce la fertilità e la potenza sessuale, alterala respirazione e favorisce l’insorgenza di ansia e depressione, ostacola le funzioni digestive, ecc.

Lo stress comporta tensione muscolare e questa può bloccare lo stato di benessere.

Il sistema muscolare costituisce un sistema ad alta priorità:
quando è attivato, gli altri sistemi, come quelli responsabili della percezione delle sensazioni, dell’attenzione, delle attività cognitive ecc., sono in stato di relativo blocco, in quanto tale stato è legato all’esecuzione di azioni importanti per la sopravvivenza, come la fuga, l’attacco, la ricerca del cibo, di un partner sessuale, del nido.

Qualsiasi attività fisica convulsa e rapida blocca i sensi. Se si trangugia rapidamente il cibo non se ne apprezzerà il gusto, se siamo abituati a stringere pugni o mascella difficilmente il nostro corpo sarà veramente rilassato, difficilmente la nostra mente percepirà le sensazioni con la stessa intensità dei veri stati di relax.

A causa dei ritmi frenetici della vita moderna, il cervello diventa sempre più attivo e farà sempre più fatica a rallentare instaurando così la temibile escalation: stress cronico – insonnia – disturbi della memoria e della concentrazione – malattie psicosomatiche e neurodegenerative.

Inoltre, l’eccessiva attività cerebrale corrispondente a un’eccessiva attenzione verso l’esterno, a scapito dell’ascolto dei bisogni del corpo, genera, una diminuita consapevolezza del proprio “io”.

Lo sapevate che il nostro organismo è in grado di produrre, se stimolato appropriatamente e in assenze di interferenze, miliardi di farmaci (endofarmaci) di gran lunga più potenti e specifici di quelli prodotti dalle industrie farmaceutiche e in più senza effetti collaterali?

Finalmente anche la scienza occidentale è riuscita a dimostrare ciò che empiricamente si conosceva da millenni.

Noto a tutti è ormai il grande potere dell’effetto “placebo”, che in realtà altro non fa che attivare il processo di autoproduzione di farmaci dell’organismo, così come è noto che la maggior parte delle patologie è sotto l’influenza del sistema nervoso parasimpatico.

Il sistema nervoso parasimpatico, al contrario, è attivo durante il rilassamento e gestisce il “Medico Interno”.

Inoltre, la produzione dell’ormone della crescita (che dura tutta la vita ed è indispensabile per la rigenerazione cellulare) e degli anticorpi è massima durante il sonno profondo ovvero durante il dominio del parasimpatico. Risulta quindi evidente che per preservare e riconquistare la salute è indispensabile l’attivazione del sistema parasimpatico.

Al contrario una prolungata assunzione di farmaci ostacolerà, tramite un meccanismo di feedback, la produzione degli endofarmaci.

Il massaggio grazie alle sue grandi capacità rilassanti è certo una tecnica di elezione nel ripristino di un corretto funzionamento autocurativo dell’organismo.

Mentre non esiste in realtà alcun farmaco in grado di combattere realmente lo stress.

Stress: studi e ricerche

Fu il neuroendocrinologo Hans Seyle a fornire, nel 1936, la prima definizione scientifica dello stress. Il termine era stato preso a prestito dall’ingegneria, che lo usava per indicare lo sforzo, la tensione cui veniva sottoposto un materiale. Seyle concluse che “lo stress è la risposta strategica dell’organismo nell’adattarsi a qualunque esigenza, sia fisiologica che psicologica, a cui esso venga sottoposto”. E’ bene chiarire subito che lo stress, di per sé, non rappresenta per l’organismo umano né un bene né un male. Anzi, senza stress non esisterebbe il genere umano.

Infatti, anche se oggi è diventato un termine negativo, in sé lo stress è una risposta fisiologica normale e, nella storia dell’evoluzione della specie e in quella individuale, positiva. In parole più semplici, come Seyle e altri studiosi hanno rilevato, lo stress è positivo quando è desiderato e ci fornisce la sensazione di dominare il proprio ambiente (ad esempio: durante una discesa a capofitto sugli sci); e la vitalità cresce al massimo.

Viceversa lo stress è negativo quando è indesiderato, spiacevole e accompagnato da sensazioni d’insicurezza, disagio, soggezione ecc. Seyle chiamò distress lo stress negativo, ovvero la sgradevole sensazione di malessere, disagio, insicurezza associata a uno spreco di energia da stress, ed eustress lo stress positivo sinonimo di vitalità e senso di sicurezza associati al massimo di efficacia dell’energia da stress.

La risposta di stress, definita dal Dott. Seyle “General Adaptation Syndrome” (G.A.S.) ovvero “sindrome generale di adattamento” è un insieme di reazioni che, scatenate dallo stimolo esterno o stressor cognitivo, hanno un’origine “alta”, cioè nelle facoltà intellettuali (si percepisce, più o meno consapevolmente, un pericolo, una situazione sconosciuta o semplicemente un fastidio), e da lì la reazione a catena passa a coinvolgere le funzioni inferiori, a cominciare dal sistema nervoso autonomo e poi il sistema endocrino coinvolgendo una serie di ormoni che, a loro volta, agiscono su tutta la periferia dell’organismo, per esempio, favorendo la coagulazione del sangue e contraendo i vasi periferici. Gli elementi che consentono la risposta da stress sono il sistema nervoso, endocrino e immunitario.

Lo scopo di tutti gli adattamenti fisiologici allo stress è uno solo: mettere l’individuo nella migliore “condizione di combattimento o fuga”. Lo stress comporta quindi tensione muscolare e questa può bloccare lo stato di benessere. Il sistema muscolare costituisce un sistema ad alta priorità: quando è attivato, gli altri sistemi, come quelli responsabili della percezione delle sensazioni, dell’attenzione, delle attività cognitive ecc., sono in stato di relativo blocco, in quanto tale stato è legato istintivamente all’esecuzione di azioni importanti per la sopravvivenza, come la fuga, l’attacco, la ricerca del cibo, di un partner sessuale, del nido.

I ritrai della vita moderna inoltre impongono uno stato di distress cronico, e quindi onde cerebrali ad alta frequenza (beta), determinate contrazioni muscolari croniche (aumento del tono muscolare), associate ad un eccessivo utilizzo dei sensi esterocettrici, vista e udito, che porta a una graduale diminuzione del controllo sul nostro corpo (dispercezione corporea).
Tutto ciò è in grado di creare tensioni inconsce, ovvero permanenti, oltre che a livello psichico, anche a danno di articolazioni, muscoli, tendini, postura, movimenti ecc..

“La medicina dei prossimi anni difficilmente potrà fare a meno dei concetti della psiconeuroendocrinoimmunologia e delle dimostrazioni sempre più fitte sui rapporti che esistono tra cervello e organismo, tra mente e corpo, tra stress e modificazioni somatiche”. Massimo Biondi (1997).

Successive ricerche di psicofisiologia e di psiconeuroimmunologia (PNI) hanno arricchito il concetto di stress, pur lasciandone intatto il significato. Oggi sappiamo che la psicobiologia dello stress, nell’uomo come nell’animale, è più complessa di quanto si ritenesse in passato.

Lo studio delle modificazioni somatiche collegate a processi emozionali (basandosi non più su congetture e modelli di tipo psicologico ma cercando di identificarne i precisi mediatori biologici) ha permesso di riconoscere con maggior precisione le basi cerebrali della reattività emozionale e le sue connessioni con la periferia dell’organismo.

Nel 1981, R. Ader pubblicò il volume “Psychoneuroimmunology” sancendo definitivamente la nascita dell’omonima disciplina.

COSA CAUSA LO STRESS?

L’aumento della secrezione di certi ormoni e l’inibizione di altri. Lo stress causa cambiamenti fisici nel cervello e nel corpo.

La fatica, l’ansia, la depressione, i disturbi del sonno, sono causati da malfunzionamenti chimici del cervello.

Lo stress protratto nel tempo può causare danni fisici.

Sostanze messaggere come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina sono tra le principali sostanze chimiche che iniziano a funzionare male.

Lo stress può causare una cattiva produzione di queste sostanze.

La serotonina è importante per dormire bene, per la regolazione del nostro orologio interno, per la regolazione della temperatura corporea, per la contrazione della muscolatura liscia dei vasi, dell’intestino, dei bronchi, dell’utero, e della vescica, nella regolazione dell’automatismo intestinale, nella modificazione della pressione arteriosa, interviene nei processi allergici e antinfiammatori, riduce il tempo di sanguinamento, determina la sintomatologia dell’emicrania, etc.

La serotonina è anche convertita in melatonina e viceversa. Ogni 25 ore il nostro orologio interno viene settato.

Il primo segno di stress è quindi un sonno cattivo!

La noradrenalina “setta” i livelli di energia del nostro corpo. Senza noradrenalina nel cervello, ci si sentirà sempre più stanchi.

La noradrenalina funge da mediatore chimico della trasmissione nervosa, determina la trasmissione degli impulsi nervosi dalle fibre agli organi effettori, controlla il tono dei vasi sanguigni, la muscolatura liscia dell’intestino, dell’utero, dell’iride la replezione della milza la produzione pancreatica di insulina, la scissione epatica del glicogeno in glucosio.

Avere bassi livelli di noradrenalina è come cercare di avviare un’automobile con la batteria scarica.
La dopamina è importante per la produzione di endorfine, sostanze tra l’altro regolatrici del senso del dolore, nella regolazione del piacere, etc.

Lo stress ha azione immunodepressiva attraverso la produzione di noradrenalina e di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.
Il cortisolo è particolarmente attivo nel metabolismo dei carboidrati, interviene nel ritmo sonno-veglia.

DOVE INCIDE MAGGIORMENTE LO STRESS?

A livello cardiaco si possono determinare i seguenti problemi: tachicardia, irregolarità del battito cardiaco (extrasistole), dolore al centro del petto, ipertensione, infarto.
A livello polmonare: asma bronchiale (crisi asmatica innescata e mantenuta dall’ansia), iperventilazione (respiro rapido e superficiale).
A livello gastrointestinale: colon irritabile (diarrea, stipsi, dolori) dispepsia (senso di pienezza dopo il pasto, acidità, eruttazione, dolori), ulcera gastroduodenale (aumento della secrezione acida), morbo di Chron.
A livello endocrino: lo stress influenza l’attività delle ghiandole endocrine periferiche, quindi ghiandole surrenali, pancreas, tiroide. Ci sono alcuni studi che ipotizzano l’insorgenza del diabete.
A livello urogenitale: eiaculazione precoce (nell’ansia cronica), diminuzione del desiderio (nella depressione).
A livello della pelle: iperidrosi (eccessiva sudorazione, di solito al palmo della mano o alla pianta del piede), prurito, tricotillomania (la persona si strappa i capelli, spesso le ciglia).

DOVE AGISCE IL MASSAGGIO?

Per eseguire un benefico massaggio non è necessario essere medici o degli studiosi in materia; occorrono piuttosto una certa dose di sensibilità personale e molta generosità.
Ciò che si propone chi massaggia è di aiutare a stare meglio la persona che gli si affida; è indispensabile, perciò, che sappia anche conquistarne la fiducia e il rispetto poiché, in caso contrario, una serena distensione sarebbe molto improbabile, vanificando così l’esito della seduta.
Vediamo ora in quale modo il massaggio agisce sulle varie parti del corpo.

EFFETTI SULL’EPIDERMIDE

La pelle è un organo sensoriale e come tale reagisce immediatamente alle sollecitazioni esterne, in particolare a quelle manuali. Ovviamente bisogna tener conto della sensibilità personale e delle parti del corpo su cui si agisce.
Accarezzare, sfiorare, manipolare l’epidermide, ricchissima di terminazioni nervose, significa agire beneficamente su tutto l’organismo, apportando, quindi, rilassamento, calma e serenità.

EFFETTI SULLA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA
La stimolazione manuale migliora l’irrorazione sanguigna dell’epidermide e porta ad una maggiore compensazione tra circolazione profonda e circolazione superficiale. Da ciò deriva la decongestione degli organi massaggiati.

EFFETTI SUL SISTEMA LINFATICO
Nel nostro organismo non circola soltanto sangue ma anche liquido linfatico che scorre entro una fitta rete di vasi regolati dai gangli, i quali agiscono come fossero valvole.

EFFETTI SUGLI ORGANI INTERNI

Secondo la medicina orientale, gli organi interni del nostro corpo sono strettamente collegati a zone dell’epidermide esterne (punti di riflesso). Tenuto conto di questo, è facile comprendere come, tramite il massaggio, e quindi la manipolazione più o meno superficiale del corpo, si possa intervenire anche sugli organi interni, riequilibrandone il funzionamento.